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Se fino a qualche anno fa l’esigenza di gestire, con cura ed attenzione, tutte le informazioni che caratterizzano il processo di acquisto nella pubblica amministrazione, poteva essere soddisfatta mediante l’utilizzo di strumenti di office automation, oggi “per fortuna” non è più così.

La campagna mediatica che ha dato evidenza ad anomalie importanti nei processi di acquisto della PA e l’importante approccio all’utilizzo della trasparenza come deterrente contro la corruzione hanno cambiato completamente lo scenario. Le informazioni che caratterizzano il processo di acquisto hanno assunto grande rilevanza e le modalità con cui vengono gestite e pubblicate sono divenute estremamente delicate ed importanti per tutte le stazioni appaltanti.

Tali dati, infatti, sono recepiti dall’Autorità Nazionale Anticorruzione come dati di riferimento per valutare la correttezza delle procedure con cui acquista la stazione appaltante e devono essere gestiti e resi disponibili con grande attenzione e consapevolezza.

Testimonianza più recente, ma purtroppo non unica, è quella del caso ATAC per il quale abbiamo trovato sui principali quotidiani titoli come:

“Atac, l’Anticorruzione: «Oltre 90% degli appalti assegnati senza gara»

e all’interno degli articoli:

La verifica predisposta dall’Autorità Anticorruzione è scattata a seguito di una richiesta che l’assessore ai Trasporti di Roma Stefano Esposito ha inviato a Raffaele Cantone il 7 ottobre scorso, segnalando il riscontro di una gestione opaca degli appalti all’interno di Atac, avvalorata anche da continue segnalazioni a lui pervenute. L’Autorità ha quindi avviato controlli e ora ha trasmesso gli esiti allo stesso Esposito, al presidente dell’Atac Roberto Grappelli, al sindaco, al vice sindaco, all’assessore alla Legalità.

I controlli citati nell’articolo non possono che essere quelli sui dati forniti dalla stazione appaltante all’Autorità Nazionale Anticorruzione mediante l’utilizzo del SIMOG, dati sui quali si fondano i titoli riportati sulle prime pagine che abbiamo letto tutti in quei giorni.

E’ evidente, dunque, che è assolutamente necessario dedicare la giusta attenzione alle informazioni che vengono fornite all’Autorità di Vigilanza durante l’intero ciclo di vita dell’appalto, dalla richiesta del CIG (o SmartCIG) fino al fine lavori, passando per la produzione (annuale o semestrale) di un file XML Anticorruzione corretto e coerente, nel quale trovano posto, tra le tante informazioni richieste, anche le somme liquidate al fornitore.

Indispensabile, a nostro avviso, dotarsi degli strumenti necessari per fare, con consapevolezza, un lavoro così importante e delicato, mettendosi nella condizione di monitorare costantemente correttezza, completezza e qualità delle informazioni che vengono comunicate all’Autorità Anticorruzione e che vengono messe a disposizione dei cittadini.